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Manuale per il Cittadino Globale

Manuale per il Cittadino Globale delle Acli di BergamoFra.Mar è orgogliosa di aver sostenuto la pubblicazione del volume "Manuale per il Cittadino Globale" delle Acli di Bergamo, certa che possa essere un'occasione di crescita per chi lo leggerà e confidando che possa diventare un riferimento per i giovani lettori del territorio e oltre.Nell'attuale panorama globale, caratterizzato da una molteplicità di sfide e incertezze, trovare una bussola per orientarsi diventa sempre più cruciale. È proprio in questo contesto che il libro, frutto della collaborazione tra il giornalista Roberto Savio e il sociologo Giuliano Rizzi, si rivela un faro preziosissimo che ci guida attraverso le complesse pieghe della politica, dell'economia e delle relazioni interculturali.Attraverso le pagine di questo manuale, viene offerta una visione panoramica delle dinamiche globali, accompagnata da analisi approfondite e riflessioni stimolanti. Il contesto attuale viene spesso definito "l'età dell'incertezza", un'epoca in cui le certezze del passato sembrano sfumare davanti alle sfide del presente e del futuro. Roberto Savio, con il suo bagaglio di esperienze uniche, e Giuliano Rizzi, con il suo impegno nel Terzo Settore, offrono un'analisi approfondita e illuminante. Grazie alla loro competenza e alla ricerca accurata, il "Manuale per il Cittadino Globale" diventa una risorsa indispensabile per coloro che desiderano comprendere, navigare e agire in un mondo in rapida evoluzione. In un'epoca in cui le certezze sembrano mancare, il supporto di Fra.Mar a questa pubblicazione testimonia il nostro impegno nel promuovere la conoscenza e la consapevolezza sulle tematiche fondamentali del nostro tempo. Leggi l'articolo de L'Eco di Bergamo a cura del Senatore Gilberto Bonalumi a questo link

Investire nella formazione

La chiave per servizi di pulizia professionali e di qualitàDa leader nazionale nel Cleaning riteniamo che la formazione sia il fulcro su cui si basa la nostra promessa di fornire servizi impeccabili e di alta qualità e celerità ai nostri clienti, ma anche manifesti la nostra volontà di prenderci cura delle collaboratrici e dei collaboratori.In un mondo in costante evoluzione, dove le normative cambiano e le sfide ambientali si fanno sempre più urgenti, l'importanza della formazione professionale diventa cruciale, specialmente nel settore del pulito. Grazie alla nostra dedizione alla ricerca costante di nuove metodologie, tecnologie e pratiche sostenibili, siamo riconosciuti oggi come leader nel settore del cleaning a livello nazionale.Ma la nostra forza risiede principalmente nelle competenze e nella preparazione del nostro personale, ecco perché, da sempre, investiamo nella formazione continua dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici. La nostra filosofia è semplice: il personale competente e formato, si traduce in servizi migliori per i nostri clienti. Organizziamo regolarmente corsi e workshop su una vasta gamma di tematiche, garantendo che il nostro team sia sempre all'avanguardia nelle ultime normative, tecniche di pulizia e igiene avanzate e pratiche sostenibili.Recentemente, abbiamo condotto un corso formativo sull'ambito della conformità alla sicurezza e all'ambiente, un aspetto cruciale del nostro impegno per l'eccellenza. Durante questo corso, il nostro Presidente e datore di lavoro (in fotografia) ha contribuito al momento formativo portando un saluto e un ringraziamento, condividendo anche un messaggio importante, che il nostro seppur umile settore è in grado oggi di dare grande dignità e posti di lavoro a molti professionisti e professioniste del cleaning.Il corso è stato condotto dalla Dott.ssa Maria Grazia Guerini.

Diario di viaggio della transumanza letteraria

Presentazione Diario di Viaggio della Transumanza Letteraria 2023 Ospitiamo in Fra.Mar l’evento di presentazione del Volume “DIARIO DI VIAGGIO della TRANSUMANZA LETTERARIA DELLA BERGAMASCA 2023“. Questo evento rappresenta la culminazione di un lavoro di indagine culturale condotto nella nostra provincia dalla sig.ra Maria Di Pietro. Il Volume non solo documenta con cura e dedizione le sfumature della nostra identità culturale locale, ma si propone anche come un ponte verso il futuro con la presentazione delle Tappe della Transumanza Letteraria 2024. Quest’anno, l’indagine si concentrerà sul rapporto che il territorio bergamasco ha sempre intrecciato con il concetto di Lavoro. Il lavoro si manifesta come mezzo di riscatto e ripartenza, un’occasione per riscoprire antichi mestieri, esplorare nuove attività e costruire relazioni umane e civili, e si intende come strumento di crescita sia individuale che collettiva. Un progetto culturale che si pone l’obiettivo di promuovere un approccio al lavoro basato sul rispetto reciproco, sull’autostima e sulla costruzione di rapporti improntati alla salvaguardia del Vero Bene Comune. Vi aspettiamo in Sala Community a condividere questo momento di riflessione e celebrazione della cultura e del lavoro nella nostra comunità. Con la gradita presenza di Dr. Pasquale Gandolfi, Presidente Provincia di Bergamo Interverranno Comm. Francesco Maffeis, Presidente Fra.Mar S.p.A Maria Di Pietro, Ideatrice Simona D’Alba, Sindaco di Pedrengo Prof.ssa Maria Vezzoli

WELFARE DAY IN Fra.Mar

WELFARE DAY VIVI UNA GIORNATA ALL’INSEGNA DELLA PREVENZIONE Fra.Mar SpA e FARMA NATURA Bio S.r.L. insieme per Promuovere il Benessere e la Salute Fra.Mar SpA, azienda che ha a cuore il benessere dei suoi dipendenti, annuncia con una collaborazione strategica con FARMA NATURA Bio S.r.L., una realtà che opera da anni nel campo della prevenzione e delle cure naturali. L’obiettivo primario di questa partnership è promuovere una consapevolezza più approfondita sugli stili di vita che contribuiscono al mantenimento della salute. Fra.Mar, attenta al benessere dei suoi dipendenti, riconosce l’importanza di approfondire le conoscenze riguardo al proprio stato di salute. La salute è il fondamento di una vita piena e ricca a tutti i livelli. Rendere la salute una responsabilità personale è cruciale, e ciò può diventare una realtà solo attraverso la conoscenza. Pertanto, la collaborazione prevede l’utilizzo di strumenti messi a disposizione da professionisti del settore, tra cui medici, fisioterapisti e operatori sanitari specializzati. L’incontro programmato per il 25 gennaio rappresenta un passo significativo verso la realizzazione di questo obiettivo condiviso. Si mira a mettere a disposizione dei dipendenti di Fra.Mar e delle loro famiglie strumenti sanitari, solitamente relegati alle visite mediche di routine o di necessità, con l’obiettivo di incoraggiare la prevenzione. La prevenzione, come sottolineato, è fondamentale per mantenere lo stato di salute, oltre a curare eventuali sintomi. FARMA NATURA Bio, da sempre impegnata nell’approccio alla prevenzione e alla cura, supporta con entusiasmo questa iniziativa. Nel corso degli anni, l’azienda ha sviluppato strumenti di cura naturali che rispettano l’ecologia dell’ambiente e, soprattutto, l’ecologia della persona. Durante questa giornata di incontro, l’obiettivo è condividere “pillole di conoscenza medica” accessibili a tutti, che possano essere integrate con facilità nella vita di ciascun individuo già dal giorno successivo. La missione comune è risvegliare l’interesse per la propria salute e fornire gli strumenti necessari per aiutare tutti a rimanere sani. “Risvegliare l’interesse per la propria salute è il nostro desiderio: aiutare a rimanere sani il nostro principale obiettivo.” PROGRAMMA Comm. Francesco Maffeis, Presidente Fra.Mar Simone Maffeis, Amministratore Delegato Fra.Mar Dott. Sottili Gianriccardo (biologo naturopata) Cosa vuol dire Medicina Biointegrata? Cosa sono e a cosa servono gli integratori? Importanza di una giusta prescrizione Dott. Speranza Giovanni Battista (oncologo urologo) Cosa vuol dire essere in salute? Prevenzione: cosa fare, quali accertamenti per età, sesso, tipo di lavoro. L’importanza del medico di fiducia e del rapporto medico-paziente. Dott.ssa Panico Cinzia (nutrizione e medicina bio integrata) Cosa sono gli stili di vita? Ciò che mangio influisce sulla mia salute? Sana integrazione: polifenoli e Omega 3 Spazio per eventuali domande e approfondimenti PROFESSIONISTI COINVOLTI GIANRICCARDO SOTTILI Nato a Roma nel 1952. Nel 1980 ho iniziato a lavorare come informatore scientifico del farmaco e fino al 2012 ho continuato a lavorare per diverse industrie farmaceutiche ricoprendo vari ruoli, da ISF a direttore vendite. Dal 2013 ho iniziato ad interessarmi di terapie naturali e opero come consulente con aziende produttrici di integratori/nutraceutici come la Farma Natura Bio. CINZIA PANICO Laureata in Medicina e Chirurgia, intraprendo gli studi e la ricerca in Nutrizione, Omeopatia e Medicina Tradizionale cinese. Dopo qualche anno comincio a studiare la medicina Ayurveda, questo perché le medicine antiche sono pratiche mediche internistiche; inoltre mettono al centro dello studio la “persona“ e la “prevenzione” primaria delle malattie. Utilizzo la metodologia della Medicina Biointegrata unendo la conoscenza della medicina accademica e delle medicine olistiche, ciò mi permette di avere a disposizione più sistemi di cura e prevenzione nel rispetto delle esigenze di ciascuno, modulando così un progetto di cura individuale. GIOVANNI SPERANZA Specializzato in: Patologia generale, Oncologia, Urologia, Master in Terapia con OPL ed Ozonoterapia. Già Direttore dell’Unità Operativa Oncologia Dipartimentale dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia, Roma Già Professore Incaricato all’Università di Tor Vergata sulle chemioterapie metronomiche nel Corso di Specializzazione in Ipertermia Oncologica. Consulente scientifico per la Farmanatura Bio, Consulente Oncologia per la AMON. Attualmente Direttore Sanitario del Poliambulatorio e Centro Analisi LENILAB, Roma.

Corso di Alta Formazione in Cleaning Management

Il corso di Alta Formazione in Cleaning Management intende fornire le conoscenze relative ai metodi, alle tecniche e agli strumenti per la gestione delle attività connesse alla pulizia e alla sanificazione degli ambienti commerciali, lavorativi e civili, offrendo una panoramica sulle principali tecnologie attualmente disponibili nel mondo del pulito. SCHEDA DEL CORSO OBIETTIVI E DESTINATARI DEL CORSO: Nell’ambito dei servizi legati alla pulizia di macchine, impianti e attrezzature, i bisogni a cui il corso intende rispondere sono legati a una maggior formazione sia per i fornitori dei servizi sia per le aziende clienti. Destinatari del corso Responsabili e addetti nella gestione di servizi di cleaning di aziende operanti nel settore del pulito Responsabili e addetti al facility management di aziende industriali, ospedaliere, grande distribuzione, servizi Responsabili e addetti alla manutenzione di aziende industriali Responsabili e addetti commerciali di aziende fornitrici di tecnologie del pulito Responsabili e addetti uffici gare d’appalto della Pubblica Amministrazione Obiettivi del corso Accrescere la consapevolezza degli operatori di pulizia verso la sicurezza delle operazioni; Rendere più efficiente la partnership tra l’impresa di pulizie e il personale del cliente; Misurare le prestazioni relative al pulito attraverso sistemi di audit; Ottimizzare le attività di pulizia grazie all’aiuto delle tecnologie; Ingegnerizzare le operazioni di pulizia sulla postazione di lavoro; Definire gli standard aziendali di ordine e pulizia. Modalità didattiche Lezioni frontali basate su esposizione di modelli gestionali, organizzativi e tecnici Testimonianze di settore in aula Visite aziendali «Pillole di tecnologia» per apprendere le opportunità tecnologiche nel mondo del pulito Interventi periodici su soft skills e relazioni interpersonali INSEGNAMENTIIl percorso formativo, della durata di 132 ore, è cosi strutturato: LINGUA: italiano FREQUENZA: obbligatoria. Sono ammesse assenze fino al 25% del monte ore d’aula. CHIUSURA ISCRIZIONI: 26 gennaio 2024 AVVIO CORSO: 29 febbraio 2024 TERMINE CORSO: luglio 2024 CALENDARIO: due incontri al mese, giovedì e venerdì per l’intera giornata SEDE: Campus di Ingegneria, via Einstein, 2 Dalmine (BG) / Kilometro Rosso, via Stezzano 87 Bergamo TASSA D’ISCRIZIONE:4.500,00 €3.600,00 € per gli associati AFIDAMP e enti sponsor del corso4.000,00 € per l’iscrizione di 2 o più dipendenti3.200€ per l’iscrizione di 2 o più dipendenti di un ente associato AFIDAMP o sponsor COSTO SINGOLO INSEGNAMENTOContrattualistica e aspetti legali (600 €)Marketing dei servizi (600 €)Gestione del cantiere: dalla start up al piano di lavoro (600 €)Elementi di Economia Circolare e Sostenibilità secondo i principi ESG (600€)Metodologie di sanificazione, normative e certificazioni (600€)Strumenti e metodi del pulito: prodotti, materiali e attrezzature, macchine, innovazione e transizione digitate (900 €) Con la collaborazione di Afidamp Promosso da Fra.Mar Con il supporto di Aiisa e la Fondazione Scuola Nazionale Servizi

Taglio del nastro per la nuova sede di Pedrengo

14.000 I METRI QUADRI RICAVATI DALLA BONIFICA DI UN’AREA DISMESSA: COSÌ L’INDUSTRIA DEL PULITO RESTITUISCE VALORE AL TERRITORIO E SI PRENDE CURA DELL’AMBIENTE, DELLE PERSONE E DELLA COLLETTIVITÀ Nuovo corso per Fra.Mar Spa. L’azienda, attiva dal 1970 nel settore del pulito, lascia la storica sede di Costa di Mezzate per spostarsi a Pedrengo, in Provincia di Bergamo. Pochi chilometri che rappresentano però un cambio di passo importante, non solo sotto il profilo dimensionale, ma anche di un purpose fondato sul “prendersi cura”: dell’ambiente, dei collaboratori, del territorio, dei clienti e della collettività intera, in particolare nelle sue fasce più fragili. La cura, così declinata, diventa centro del business aziendale. Non solo: prende forma nelle sei installazioni a firma di Steven Cavagna, richiamo costante ai valori-guida dell’operato di Fra.Mar, che la Proprietà ha voluto collocare in azienda. La nuova sede è stata edificata in un’area dismessa del Comune di Pedrengo, per molti anni oggetto di incuria, attraverso una vera e propria azione di riqualificazione urbana che ha dato origine a un circolo virtuoso tra le aziende vicine. “Abbiamo smaltito 100 container di materiale, tra eternit, amianto, oli esausti e rottami di qualsiasi genere, bonificando un sedime di 9.000 mq. L’abbiamo trasformato in una struttura che si sviluppa su tre livelli, due scoperti e uno interrato, per 14.000 mq totali” spiega l’Arch. Caterina Marra, responsabile del progetto. L’intera sede è stata progettata con una particolare attenzione per l’ambiente e l’ottimizzazione energetica. Ė dotata di un impianto fotovoltaico in grado di produrre fino a 100 KW, di un sistema di recupero delle acque di lavaggio - che verranno trattate e smaltite per la componente più pesante, reimmesse in fogna quelle riconducibili a scarichi per uso domestico - e di un sistema di invarianza idraulica contro l’eventualità di bombe d’acqua. Un impianto di climatizzazione indipendente in ogni singolo ufficio, l’isolamento termico e i frangisole incideranno positivamente sull’impatto climatico, mentre l’uso di gas sarà limitato alla zona lavanderia, dove l’acqua calda sostituisce i tensoattivi chimici. Infine, verranno allestite tre stazioni di ricarica per autoveicoli elettrici a disposizione di dipendenti e clienti. Chiarisce Simone Maffeis, AD di Fra.Mar: “Da tempo ci muoviamo nella direzione della sostenibilità, puntiamo ad ottenere la certificazione ESG entro febbraio 2024. Le soluzioni che abbiamo adottato per la nostra sede sono la naturale concretizzazione di una forma di pensiero che ci appartiene: prenderci cura dell’ambiente e del benessere delle persone che lo abitano insieme a noi”. In quest’ottica, i dipendenti sono stati coinvolti attivamente nella progettazione, con sopralluoghi periodici in cantiere mirati a ottimizzare spazi e percorsi in base alle esigenze reali del lavoro quotidiano. Dalla scelta dei colori degli spogliatoi, al design della facciata, ogni decisione è stata partecipata e condivisa.

Un tuffo nel passato

La storia del pulito ha visto un susseguirsi di modelli e apparecchiature idonee alla pulizia di ambienti interni ed esterni.Già negli anni Cinquanta venne progettato un nuovo modello di lucidatrice a due spazzole controrotanti, il cui design dalle forme semplici e agili permetteva di raggiungere ogni zona del pavimento, anche la più nascosta. Alcuni modelli, inoltre, prevedevano il montaggio sul manico del serbatoio per l’acqua, per utilizzare lo strumento come lavapavimenti. Non appena la lucidatrice è entrata in commercio, Fra.mar ha deciso di impiegarla nei primi anni della sua attività.Negli anni Sessanta, la produzione continua: infatti la milanese REM progetta un aspirapolvere che grazie alla sua robustezza e potenza si è imposta sul mercato delle imprese di pulizia. Fra.mar decide così di impiegarla per un uso professionale durante la sua attività, in un’epoca in cui appaiono le prime domestiche in plastica.Un’altra protagonista della storia del pulito è l‘aspirapolvere aspiraliquidi. I primi aspirapolvere industriali, sviluppatasi nel secondo dopoguerra, sono stati progressivamente perfezionati per poter essere utilizzati anche per l’asciugatura dei pavimenti. Si tratta di uno strumento indispensabile per #FraMar, che sin dai primi anni di attività si dedica alla ricerca delle migliori tecnologie per la pulizia. Prima di applicare quattro ruote per aumentarne la maneggevolezza, l’aspirapolvere domestico americano veniva trascinato a slitta tramite il tubo azionato dall’operatore. Lo strumento era perfetto per la pulizia di superfici tessili e si caratterizzava per la valigetta portatile dove venivano conservati tutti i suoi accessori.Uno dei primi strumenti utilizzati dalla nostra azienda è 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐦𝐨𝐩: lo strizza mop in ghisa e acciaio, prodotto in Italia dalla Pulindustria-Cimex di Brescia. Grazie all’ampio secchio in lamiera zincata in grado di supportarne il peso e l’azione, Italmop ha mostrato un grande potenziale per gli interventi di pulizia.Fra.mar intuisce sin da subito l’utilità dello strumento e diventa così la prima cliente dei fratelli Guizzi al lancio del “Kentucky mop wringer” sul territorio nazionale.

Come pulire le zanzariere

Nella lista degli alleati fidati per il benessere domestico, le zanzariere occupano senza dubbio un posto d’onore. Dopo anni di dure battaglie giocate a suon di zampironi, spray e apparecchi elettrici di ogni tipo, la zanzariera ci ha permesso di lasciare le finestre aperte anche durante la bella stagione, bloccando il passaggio degli insetti in modo naturale e poco invasivo.Le notti estive trascorrono in serenità grazie a questa semplice maglia di rete presente sul mercato in diversi modelli per poter soddisfare ogni nostra necessità: che siano fisse, rimovibili, a rullo o a scorrimento laterale, la funzione – e il risultato – non cambia!Proprio per l’importanza del ruolo svolto, una corretta manutenzione delle zanzariere è indispensabile per garantirne il corretto funzionamento ed evitarne il deterioramento.Niente paura! La pulizia richiede pazienza ma gli strumenti necessari per svolgerla li troverete già in casa.Siete pronti? Ecco come pulire in modo semplice e veloce le vostre zanzariere!PULIRE LE ZANZARIERE RIMOVIBILILe zanzariere mobili consentono di operare con maggiore comodità ma, per un corretto svolgimento della pulizia, è bene svolgere l’azione all’aperto, in giardino o sul terrazzo; se questo non è possibile, scegliete una stanza areata e coprite il pavimento con un telo o dei fogli di giornale.Per procedere alla pulizia manuale, quando la zanzariera è formata da una rete in metallo(quindi rigida), dovrete sciacquarla sotto un getto di acqua per eliminare polvere e altri residui di sporco. Nel caso di una zanzariera con la rete in plastica, cioè pieghevole, invece, potete immergerla in un contenitore riempito con una soluzione di acqua tiepida e prodotto sgrassante (anche il sapone di Marsiglia o l’aceto vanno bene, in piccole dosi) e successivamente procedete al risciacquo e all’asciugatura da svolgere con un panno morbido.PULIRE LE ZANZARIERE FISSENulla è impossibile nel mondo delle pulizie! Anche le zanzariere fisse infatti, nonostante non possano essere rimosse, potranno tornare al loro splendore iniziale, basterà munirsi di una scala e di (tanta) pazienza.Per iniziare, abbassate la persiana o la tapparella esterna oppure inserite un cartone tra i binari della struttura, così da creare una base di appoggio per la pulizia. Successivamente, provvedete a rimuovere la maggior parte della polvere accumulatasi nel tempo sulla rete utilizzando un pennello a setole morbide, un piumino o, per velocizzare l’operazione, un’aspirapolvere con una potenza di aspirazione bassa.Nel caso di zanzariere a rullo, è importante non dimenticare di pulire a fondo anche i binari, utilizzando una bomboletta di aria compressa, evitando così che, una volta riavvolta, la zanzariera si sporchi nuovamente. Procedete dall’alto verso il basso e strofinate la rete molto delicatamente con una spugna o un panno inumidito con una soluzione di acqua e una piccola quantità di sapone di Marsiglia, aceto o detersivo per piatti; non esagerate con la quantità di detergente naturale, altrimenti dovrete dilungarvi con un risciacquo operoso!Per le zanzariere plissettate il metodo di pulizia non cambia, ma ricordate di procedere per zone e mai quando la zanzariera è completamente stesa, per ridurre al minimo la pressione sulla tela.Un ultimo consiglio? Per velocizzare l’operazione, potete affidarvi al vaporizzatore! Ricordatevi solo di utilizzarlo a bassa potenza e di mantenere qualche centimetro di distanza tra la rete e il getto di vapore.Per garantire alle vostre zanzariere un trattamento di qualità, rivolgetevi agli specialisti di Fra.mar! Troveremo la soluzione giusta per ogni vostra esigenza.Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causati dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Breve storia della lavatrice

Torna l’appuntamento nella storia degli elettrodomestici, che aveva visto come protagonista del primo episodio la cara amica aspirapolvere. In questo secondo capitolo, i nostri riflettori del pulito sono puntati su un altro strumento immancabile nelle nostre case: la lavatrice!Quando è nata? Chi l’ha progettata? Quali sono stati i motivi del suo successo? Scopriamolo insieme!LE ORIGINIIl lavaggio degli indumenti – e dei tessuti in generale – è considerato sin dal passato una delle attività che assorbivano grande quantità di tempo e di energia, soprattutto delle donne. Per questo motivo, i primi prototipi di quello che sarebbe diventato negli anni uno degli elettrodomestici più conosciuti e apprezzati al mondo, si rifacevano al processo manuale dello sfregamento, il cui funzionamento veniva meccanizzato.Per questo motivo, il primo modello comparso nel 1767 per mano del teologo tedesco Jacob Christian Schäffern era stato concepito come macchina per “sfregare” i panni, proprio come il movimento fin lì utilizzato per lavare il bucato. Non è difficile però immaginare come questo procedimento danneggiasse i tessuti, usurandoli.I PRIMI MODELLILa prima vera rivoluzione si verificò quando venne adottato “l’agitatore”, ovvero uno strumento che, azionato manualmente tramite una manovella esterna, letteralmente sbatteva i panni all’interno di una bacinella di acqua, forzando così la soluzione detergente attraverso i tessuti.L’inventore di questa macchina, che divenne la lavatrice più somigliante a quelle che conosciamo oggi, fu l’inglese Thomas Bradford il quale costruì un cestello ottagonale in legno inserito in una scatola più grande (sempre in legno) riempita di acqua saponata.Numerosi storici però attribuiscono la paternità della lavabiancheria allo statunitense William Blackstone che, nel1874, mise in commercio il suo modello – il quale, rispetto a quello di Bradford, disponeva di un asse dotato di pioli per muovere i panni – divenendo così il primo produttore mondiale di lavatrici.I passaggi successivi furono, nei primi anni del Novecento, quello di sostituire il legno con il metallo nella struttura e, soprattutto, la sostituzione dell’attivazione manuale con un motore elettrico, modifica apportata da Ava Fishernel1906.LA LAVATRICE IN ITALIAIn Italia, la lavatrice si è diffusa nel secondo Dopoguerra, più precisamente a partire dal 1946, anno in cui le donne hanno avuto diritto al voto. Questa corrispondenza è molto più di una semplice curiosità o coincidenza, in quanto la lavatrice – più di ogni altro elettrodomestico – ha contribuito all’affermazione delle donne nella società e alla loro emancipazione.I modelli dell’epoca avevano una struttura verticale, con i panni che venivano inseriti dall’alto, mentre i modelli con l’”oblò” arriveranno qualche anno più tardi. La lavabiancheria divenne il prodotto di punta di numerose industrie divenute poi marchi storici del settore, come Candy, Rex e Indesit.ATTENZIONE ALL’AMBIENTEDa diverso tempo, il sistema di lavaggio attivato dalle lavatrici pone particolare attenzione al tema dell’ambiente, riducendo il consumo di energia e ampliando la capacità di carico, raggiungendo i 10 chili di bucato.Proprio in relazione al risparmio energetico, a partire dal 1999 è stata introdotta la classificazione delle lavatrici sulla base dell’efficienza energetica; le classi sono contraddistinte da delle lettere, dove la A corrisponde alla valutazione migliore.Negli ultimi anni, i progressi in campo tecnologico hanno permesso di ridurre ulteriormente i consumi, portando all’introduzione di nuove classi: A+,A++,A+++, dove ciascun “+” indica una riduzione del 10% del consumo rispetto alla classe energetica di riferimento.La nascita e l’evoluzione di macchinari e strumenti innovativi portano con sé sempre grandi rivoluzioni nel settore delle pulizie, noi di Fra.mar lo sappiamo bene!Continua a seguire il nostro blog per rimanere aggiornato con i nostri consigli e novità, oppure contattaci per ogni tua esigenza di pulizia!

Come sbrinare il congelatore - la nostra guida

Il nostro nuovo articolo si rivolge a tutti quelli che, tra gli elettrodomestici casalinghi, non hanno un congelatore No Frost. I congelatori senza questa funzione hanno bisogno di una maggiore manutenzione perché, dopo qualche mese di utilizzo, sulle loro pareti si formerà uno strato di ghiaccio.Durante la stagione estiva in particolare, le pareti del vostro freezer si ricopriranno di ghiaccio più velocemente, in quanto questo si forma attraverso l’umidità che penetra dall’esterno a causa della ripetuta apertura dello sportello.Capirete che è arrivato il momento di scongelare quando vi risulterà più difficile aprire e chiudere i cassetti del congelatore ma, per un buon mantenimento, è consigliato procedere con l’operazione almeno 2 volte all’anno, soprattutto perché la presenza di ghiaccio fa sforzare il motore, provocando un aumento del consumo energetico.Siete pronti a scoprire come sbrinare il congelatore in modo semplice ed efficace? Ecco la nostra guida!PROTEGGERE GLI ALIMENTIPrima di iniziare lo scongelamento, bisogna preoccuparsi dei cibi contenuti nel freezer. Se l’elettrodomestico ha la funzione Super Frost, vi consigliamo di portare la temperatura da -18° a -32° nelle ore precedenti, così da concedere agli alimenti più tempo per scongelarsi. Ricordatevi di inserire anche delle piastre eutettiche (i comuni “panetti” o “mattonelle” di ghiaccio), utili in seguito.Giunti al momento di svuotare il freezer, ricoprite le vivande con dei fogli di giornale – la carta di giornale è un ottimo isolante termico – e inseritele in borse termiche insieme ai panetti di ghiaccio. Se svolgete l’operazione durante l’inverno, potete approfittare delle basse temperature e raccogliere gli alimenti in un contenitore da esporre all’esterno.SPEGNERE IL FREEZERÈ consigliabile spegnere il congelatore prima di sbrinarlo, per evitare che si generi un sovraccarico; così non correrete il rischio di consumare troppa energia elettrica e di sforzare troppo il motore dell’elettrodomestico. Togliete la spina dunque, oppure spegnete con l’apposito tasto e lasciate lo sportello semiaperto per far salire la temperatura naturalmente. Consigliamo inoltre di ricoprire con della carta di giornale o dei canovacci il pavimento attorno al congelatore, così da asciugare eventuali fuoriuscite d’acqua dovute allo scioglimento del ghiaccio.SCONGELARE, SCONGELARE, SCONGELARE!Ora è il momento di fare i conti con le tempistiche: se avete a disposizione molto tempo, potete attendere che il ghiaccio si sciolga da solo (ricordandovi però che gli alimenti scongelati non possono essere ricongelati, quindi teneteli d’occhio!) oppure, se volete velocizzare il processo, potete affidarvi ai due trucchi seguenti.1 – Prendete un phon e, mantenendo lo sportello semiaperto, dirigete il getto di aria calda alla massima potenza verso l’interno del congelatore (tenete lontano il cavo dell’asciugacapelli dal ghiaccio e da eventuali gocce di acqua!).2 – Fate scaldare una pentola di acqua e, una volta che questa ha raggiunto la temperatura di ebollizione, posizionate la pentola all’interno del congelatore, chiudendo lo sportello. In questo modo, il calore prodotto accelererà il processo di scioglimento del ghiaccio. Attenzione: per evitare che il calore del metallo rovini la superficie del freezer, appoggiate la pentola su un canovaccio, evitando così il contatto diretto.TEMPO DI PULIZIAQuando il ghiaccio si sta sciogliendo, adoperate panni e spugne asciutte per raccogliere i residui di ghiaccio ancora solidi e per asciugare l’acqua in eccesso. Potete aiutarvi con una spatola per staccare il ghiaccio dalle pareti del freezer, ma utilizzatela delicatamente!Una volta asciutto, togliete ripiani e cassetti e pulite il congelatore: potete utilizzare una soluzione composta da acqua e bicarbonato per una pulizia profonda (all’acqua potete aggiungere anche un goccio di aceto) e non dimenticate di occuparvi anche delle guarnizioni!Per rallentare la formazione di nuovo ghiaccio, applicate con un batuffolo di cotone uno strato di olio di oliva sulle pareti, anche sulle guarnizioni: in questo modo le proteggerete e migliorerete l’aderenza dello sportello una volta chiuso.Per pulizie di qualità, affidatevi alla professionalità di Framar! Non esitare a contattarci, i nostri tecnici risponderanno a ogni vostra richiesta.Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causati dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Pulizia e manutenzione della piscina

Le temperature parlano chiaro da giorni, ma oggi anche il calendario ci dà conferma: l’estate è ufficialmente arrivata!Il caldo ha portato con sé tanta voglia di svago e, per chi può, la possibilità di trascorrere le giornate in piscina! Tutti coloro che ne possiedono una però lo sanno: dietro al relax assicurato da una bella nuotata si cela una serie di operazioni di pulizia e mantenimento da applicare con frequenza e meticolosità. Questa attività infatti permette non solo di nuotare in un’acqua sempre pulita, ma anche di prolungare la durata di funzionamento del sistema di filtrazione.Ecco a voi la nostra guida ufficiale per una piscina pulita e sicura!LA PULIZIA DELLE SUPERFICI DELLA PISCINANon c’è differenza tra piscine interrate o fuori terra, la pulizia parte sempre dalla superficie, principale deposito di polvere, fogliame e residui di creme e olii solari.Per quanto riguarda la superficie dell’acqua, potete affidarvi all’asta telescopica con il retino, che può essere a sacco o piatto (quest’ultimo è più facile da svuotare).Anche le pareti della piscina sono minacciate dalla sporcizia, soprattutto dalla formazione di alghe negli angoli; per questo è utile pulire la superficie con una spazzola e dei prodotti chimici appositi per contrastare la formazione di alghe. Nella vostra operazione di pulizia inoltre non dimenticate le scalette della piscina, facili soggetti di incrostazioni difficili da eliminare se ignorate per troppo tempo.E per il fondo? I dispositivi a cui potete rivolgervi sono diversi. Si parte dall’aspiratore a batteria, leggero e versatile, da poter applicare all’asta telescopica. Questo strumento è utile per la pulizia quotidiana del fondo piscina, perché permette di intervenire rapidamente.Per una pulizia più profonda del fondo invece, i robot pulitori sono la scelta giusta. Ne esistono di diverse tipologie: i pulitori idraulici sfruttano la forza della pompa di aspirazione che gli permette di sollevare i detriti depositati sul fondo e successivamente aspirarli; i pulitori elettrici funzionano in modo autonomo rispetto all’impianto di filtrazione della piscina, in quanto si collegano alla presa elettrica. Sono provvisti di telecomando e possono essere programmati in base alla durata della pulizia, alla superficie da pulire, ecc.CONTROLLO DEL PH E AGGIUNTA DEL CLOROIl passaggio successivo alla pulizia delle superfici è relativo al trattamento dell’acqua. Da tenere sotto controllo è innanzitutto il valore del pH. Questo deve mantenersi tra 7.0 6 7.6: se è inferiore, l’acqua sarà acida, mentre se è superiore l’acqua è basica; per far sì che il cloro sia efficace l’acqua non dovrà essere né acida né basica.Una volta stabilizzato il valore del pH, potete procedere con l’aggiunta del cloro, la sostanza più utilizzato per la sanificazione dell’acqua. La prima clorazione dopo i mesi invernali è definita “shock”, in quanto utilizza una quantità di cloro molto più alta del normale: in media – ma questo varia dal prodotto utilizzato – la quantità da aggiungere è di circa 20 mg per metro cubo di acqua. Durante la prima clorazione è necessario mantenere attivo più a lungo l’impianto di filtrazione ed evitare la balneazione per almeno 2 o 3 giorni.La dose richiesta per le successive aggiunte di cloro è di circa 1 grammo per metro cubo di acqua e ricordate: inserite il cloro in acqua sempre tramite il cestello dello skimmer o gli appositi dosatori, evitando il contatto diretto.E per concludere, un riassunto delle attività da svolgere e con quale frequenza!Attività quotidiane:pulizia della superficie con il retino;controllare che il livello dell’acqua raggiunga i ¾ dell’altezza degli skimmer (se troppo alto verrà danneggiata la pompa, se troppo basso gli skimmer non svolgono correttamente la loro funzione);avviare la filtrazione dell’acqua, considerando che la durata dell’operazione è pari alla metà della temperatura della piscina.Attività settimanali:pulizia della linea di galleggiamento depositata lungo le pareti con una spazzola e il prodotto adatto al rivestimento della piscina;svuotare il cestello degli skimmer e della pompa;pulire il filtro se intasato;misurare il pH dell’acqua, mantenendolo tra 7.0 e 7.6 per mantenere attiva l’efficacia del disinfettante.Al termine della stagione estiva:svernamento completo, ovvero la disattivazione totale dell’impianto di filtrazione e svuotamento della vasca;svernamento attivo, ovvero sistema di filtrazione attivo ma a bassa velocità.L’inverno ha causato troppi danni alla tua piscina e ritieni ci sia bisogno dell’intervento di specialisti? I nostri tecnici specializzati ti aiuteranno nella pulizia e nella manutenzione, garantendoti nuotate nel pulito per tutta l’estate!Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causati dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Allontanare le formiche: rimedi fai da te

Estate, caldo, vacanze e… insetti! Con la bella stagione, l’arrivo di ospiti indesiderati fra le mura domestiche non è certo un’eccezione e, tra tutti, il primato per il maggior numero di visite spetta senza dubbio a formiche e zanzare.Se a queste ultime spetta il compito di infastidire le nostre pennichelle estive a suon di ronzii e punture, le prime procurano maggiore preoccupazione, in quanto i piccoli artropodi non si presentano mai da soli e, insieme all’intera colonia, invadono gli angoli più nascosti puntando a raggiungere il cibo conservato nelle nostre dispense.Non disperate, siamo pronti a darvi qualche consiglio per allontanare le formiche in modo semplice e soprattutto fai da te!1° STEP: L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONEPrevenire, si sa, è meglio che curare. Per questo è necessario adottare tutti gli accorgimenti possibili per impedire alle formiche di entrare nelle nostre case.La pulizia degli ambienti domestici è fondamentale, in particolare quella della cucina. Non serve utilizzare prodotti specifici, provvedete semplicemente a mantenere sempre ben puliti piatti, lavello e pavimento, per evitare che rimangano sulla superficie residui di cibo e briciole di pane. Assicuratevi inoltre di sigillare gli alimenti negli appositi contenitori.2° STEP: INDIVIDUARE I PUNTI DI INGRESSOLe formiche sono riuscite a entrare in casa nonostante le dovute precauzioni? Probabilmente gli insetti hanno trovato il passaggio tramite un foro, sfuggito alla vostra vista. Le fessure di porte e finestre in questi casi rappresentano il maggior pericolo: basterà sigillare gli infissi con dello stucco, del silicone o del nastro isolante, a seconda del tipo di fessura da trattare.3° STEP: UTILIZZO DI RIMEDI NATURALISe la prevenzione non ha portato ai risultati sperati e le formiche sono riuscite a entrare nelle vostre stanze, è arrivato il momento di utilizzare le “maniere forti”. Non vi resta che scegliere tra l’adozione di rimedi naturali o chimici.Nel primo caso – strano a dirlo – ci possono aiutare proprio i nostri nemici o, meglio, una delle loro principali caratteristiche. Le formiche infatti basano il loro orientamento sul loro infallibile olfatto. Come possiamo sfruttare a nostro favore questa peculiarità? Semplice! Basta collocare in punti strategici spezie o aromi molto intensi vicino ai punti in cui è più probabile che le formiche possano entrare o traversare.Menta, chiodi di garofano, cannella, fondi di caffè ma anche aglio e spicchi di limone essiccato: scegliete la soluzione che soddisfa maggiormente i vostri gusti e le formiche non avranno scampo.C’è inoltre la possibilità di utilizzare ulteriori espedienti, che richiedono però maggiore attenzione nella successiva pulizia; gesso in polvere, borotalco e bicarbonato sono ottimi per ostruire il passaggio alle colonie di formiche, e difficilmente ritorneranno!Potete affidarvi anche a una soluzione preparata con aceto e acqua: vaporizzatela con uno spruzzino sulle superfici della cucina e all’interno delle dispense: oltre a essere un repellente per insetti, il composto è un ottimo igienizzante!4° STEP: UTILIZZO DI RIMEDI CHIMICINel caso in cui le formiche siano particolarmente aggressive, non resta che rivolgersi a rimedi di natura chimica, e anche qui avrete l’imbarazzo della scelta.Le esche antiformiche sono delle piccole scatole contenenti una sostanza nociva per gli insetti: posizionatele lungo il percorso seguito dalla colonia e le formiche mangeranno la sostanza, portandola con sé all’interno del formicaio. Il processo di allontanamento richiederà in questo caso più tempo, ma risulterà efficace.Potete ottenere gli stessi risultati utilizzando della polvere o spray insetticida che consentono di eliminare le formiche in modo immediato.Quando l’invasione delle formiche diventa difficile da controllare chiama Fra.mar! I nostri professionisti sono specializzati nel monitoraggio e debellamento di artropodi di varia natura, rispettando i massimi standard di efficienza e qualità.Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causati dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Persiane splendenti: consigli utili

Difficile da non notare: il maltempo, l’inverno e lo smog degli scorsi mesi hanno rovinato l’aspetto delle vostre persiane che, con l’arrivo della bella stagione, necessitano di una buona manutenzione.Le imposte sono realizzate con diversi materiali, come il legno, il PVC e l’alluminio, ognuno dei quali reagisce in modo differente agli agenti atmosferici, richiedendo quindi delle modalità di pulizia differenti. È necessario porre estrema attenzione durante la pulizia, per evitare di danneggiare la superficie e di rovinare il colore.Ecco a voi i nostri consigli utili per mantenere in splendida forma le vostre persiane!PULIZIA DELLE PERSIANE IN PVCIl PVC è uno dei materiali più richiesti degli ultimi anni; apprezzato in particolare per la sua resistenza, un altro aspetto positivo riguarda la sua manutenzione, semplice e poco articolata.Dopo aver spolverato ogni angolo, applicate sulla persiana un prodotto sgrassante specifico – o un semplice composto di acqua calda e sapone neutro – utilizzando uno spruzzino. Lasciate agire per qualche minuto e poi risciacquate con acqua fredda e un panno morbido.Attenzione! Seppur la manutenzione delle persiane in PVC non richiede particolari sforzi, non dimenticate di pulirle regolarmente, per assicurarvi una maggiore resistenza e durata.PULIZIA DELLE PERSIANE IN ALLUMINIOMateriale più difficile da trattare rispetto al PVC, la manutenzione delle persiane in alluminio richiede maggiore tempo e attenzione.Dopo aver spolverato in ogni angolo – per farlo potete utilizzare una scopa dalle setole morbide e successivamente un panno per raggiungere ogni fessura – preparate una soluzione con acqua calda, aceto e detersivo per piatti: immergete una spugna che non sia abrasiva e pazientemente strofinatela su tutta la superficie.Per l’asciugatura potete utilizzare come sempre un panno oppure, trattandosi di un materiale soggetto alla formazione di aloni, utilizzate dei fogli di giornale, come vi avevamo suggerito nell’articolo relativo alla pulizia dei vetri!PULIZIA DELLE PERSIANE IN LEGNOUltimo, ma non meno importante – e non meno difficoltoso – il legno è il materiale d’eccellenza utilizzato nella produzione delle persiane. A differenza del PVC e dell’alluminio però, il legno richiede maggiore attenzione e cura nella sua manutenzione.Per la pulizia, affidatevi prima a un piumino da spolvero e poi a un pennello per eliminare tutta la polvere dalla superficie, che in questo caso si sarà accumulata anche all’interno delle venature del legno.Per il lavaggio, affidatevi ancora una volta al detersivo per piatti – ottimo per sgrassare – diluito in acqua calda e risciacquate. Una volta che le persiane sono asciutte, passate su tutta la superficie l’olio paglierino, per donare lucentezza e nutrire il legno.Il trattamento delle persiane in legno però non finisce qui: per far fronte ai danni provocati dalle intemperie e dalla prolungata esposizione al sole, sarà necessario procedere periodicamente con una vera e propria “ristrutturazione”. Non disperate: è un’operazione lunga e laboriosa ma, quando vedrete i risultati, ne rimarrete entusiasti!Appoggiate la persiana da trattare su due cavalletti per stabilizzarla e coprite il pavimento sottostante con dei fogli di giornale, per evitare di macchiare e rovinare la superficie. Rimuovete la vecchia vernice strofinando sul legno della tela abrasiva o della carta vetrata. Una volta terminata l’operazione è arrivato il momento di pitturare la persiana: utilizzate della vernice a spruzzo e poi, una volta asciutta, fissate il colore applicando per due volte lo smalto.La pulizia delle persiane, soprattutto quando si abita in un condominio, non è un’operazione semplice da svolgere. Per questo puoi rivolgerti ai professionisti di Fra.mar, per un risultato ottimale e di qualità!Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causati dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Rimuovere le macchie di vernice dopo l’imbiancatura

Come abbiamo già raccontato negli articoli precedenti, l’arrivo della bella stagione porta con sé la voglia di dedicarsi alla casa, spazzolandola e lucidandola da cima a fondo. A volte però le pulizie di primavera non bastano. Per necessità o per voglia di cambiamento, non possiamo fare a meno di contattare il nostro imbianchino di fiducia per dipingere le pareti domestiche.Inutile girarci troppo intorno: nonostante vi siate rivolti a un professionista del settore e insieme a lui avete preparato accuratamente gli ambienti – coprendo i pavimenti con il cartone, i battiscopa, le porte e le finestre con il nastro adesivo e il mobilio con teli di plastica -, una piccola goccia di vernice riuscirà sempre a rovinare il vostro lavoro certosino.Cosa fare in questi casi? Non disperate, noi di Fra.mar abbiamo qualche consiglio utile per risolvere la situazione.COME RIMUOVERE LA VERNICE DAI TESSUTIAbiti, divani e tappezzeria sono le “vittime” più colpite dalla pittura, ed è bene mettere subito in chiaro che in questo caso non sempre il risultato finale sarà quello desiderato, in quanto ogni tessuto reagisce in modo differente.Per le macchie sul rivestimento di divani, poltrone e sedie potete ricorrere alla lacca per capelli: spruzzate il prodotto sulla superficie interessata, lasciate agire per qualche minuto, dopodiché strofinate con un panno asciutto. Quando è richiesto un trattamento più aggressivo è possibile utilizzare l’acquaragia, da risciacquare con acqua e sapone neutro.Per i tappeti invece, l’operazione di salvataggio richiede molta pazienza. Applicate del solvente per vernici con un panno asciutto partendo dal bordo della macchia e spostandovi verso il centro, per evitare che durante l’operazione la vernice entri in contatto con il tessuto circostante allargando la macchia. In casi estremi, utilizzate la glicerina: lasciatela agire per alcune ore e procedete poi tamponando dapprima con una spugna imbevuta di una soluzione composta da detersivo per piatti e acqua fredda, successivamente con aceto bianco e acqua.COME PULIRE I PAVIMENTI DALLE MACCHIE DI VERNICEQuando il cartone posizionato non è stato sufficiente per coprire il pavimento, qualsiasi sia il materiale coinvolto, imbevete un batuffolo di cotone con dell’olio e lasciate agire sulla macchia per qualche minuto. Per le comuni piastrelle, il passaggio successivo consiste nel detergere la superficie coinvolta con una miscela di aceto e detersivo per piatti. Nel caso di marmo, parquet o materiale particolare e delicato, dovete assicurarvi che l’aceto non rovini il pavimento. Ricordate sempre di proteggere la superficie circostante la macchia con uno strato di sapone e, una volta terminato l’utilizzo dell’aceto, risciacquate rapidamente la zona interessata con sapone di Marsiglia e bicarbonato per neutralizzare l’acido.RIMUOVERE LA VERNICE DALLE SUPERFICI IN LEGNOIl nostro ultimo consiglio è dedicato alla rimozione della vernice che ha intaccato il legno, i rimedi potrebbero essere molto aggressivi. Se, infatti, per la vernice fresca è sufficiente un panno imbevuto di acqua calda, per le macchie più difficili è necessario ricorrere all’alcool denaturato, all’acquaragia, oppure all’olio di lino per ammorbidire la vernice prima di riuscire a rimuoverla. Nei casi più estremi, armatevi di spatola o carta vetrata, consapevoli di poter rimuovere con molta probabilità – oltre alla pittura – anche il colore originale della superficie.Rimuovere le macchie di vernice è senza dubbio un’operazione laboriosa e delicata: per non correre rischi, chiama Fra.mar! I nostri professionisti delle pulizie sapranno utilizzare i prodotti adatti a ogni tipo di superficie, garantendo un risultato di qualità.Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causati dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Sanificazione: significato e funzioni

Con l’articolo di oggi vogliamo parlarvi di un servizio specifico offerto da Fra.mar: la sanificazione. In cosa consiste questa operazione? Quando bisogna ricorrervi e a cosa serve? Scopriamolo insieme.SANIFICAZIONE: DEFINIZIONEÈ utile chiarire fin dall’inizio che il termine pulizia – seppur venga comunemente utilizzato con un significato generico – si riferisce solo a un certo tipo di operazioni.Pulizia, sanificazione e disinfezione infatti costituiscono i tre stadi di un unico processo volto all’eliminazione dello sporco, dei batteri fino agli agenti patogeni.Mentre con la pulizia l’intento è quello di rimuovere lo sporco “visibile” di qualsiasi natura (polvere, grasso o liquidi) da ogni tipo di superficie, la sanificazione è un intervento mirato a debellare i batteri e gli agenti patogeni. L’obiettivo non è quello di rendere l’ambiente totalmente asettico bensì di assicurare agli spazi un rischio di infezione basso e una carica microbiotica entro certi limiti.Infine, i prodotti utilizzati per la disinfezione (chimici, fisici, meccanici) permettono di ridurre la carica batterica di ambienti e superfici a un livello che non sia in nessun modo dannoso per l’uomo.DOVE SI EFFETTUA LA SANIFICAZIONEIl processo di sanificazione non deve essere considerato una pratica straordinaria perché la sua applicazione è particolarmente importante non solo negli ospedali ma anche in luoghi pubblici come scuole, industrie del settore alimentare e uffici. A differenza delle abitazioni private infatti, per questo tipo di ambienti non è sufficiente la pulizia ordinaria ma è necessario intervenire per evitare il pericolo di contaminazioni che aumenta con l’intensificarsi dei soggetti presenti, garantendo la salubrità degli spazi.IL PROCEDIMENTO SI SANIFICAZIONELa prima regola da seguire per una corretta sanificazione è quella di realizzarla nei momenti in cui l’ambiente interessato non è frequentato da persone: questo per garantire una buona riuscita del processo.Le fasi che l’operatore deve seguire durante un intervento di sanificazione sono:– Eliminazione di residui di grosse dimensioni (pulizia);– Detersione delle superfici;– Risciacquo;– Stesura dei prodotti sanificanti sulle superfici;– Risciacquo;– Asciugatura.Seguendo questa procedura sarà possibile rallentare e prevenire il deposito di nuovi residui.SANIFICAZIONE: QUALI PRODOTTI UTILIZZAREI prodotti sanificanti si differenziano da quelli detergenti perché al loro interno contengono delle sostanze antibatteriche ma allo stesso tempo – al contrario dei disinfettati – non richiedono il riconoscimento da parte del Ministero della salute, pur contenendo gli stessi principi attivi antibatterici.Le sostanze contenute nei prodotti sanificanti sono:–Sali di ammonio: utilizzato per debellare funghi e batteri, ha un’azione penetrante adatta alle superfici rugose per poterle sanificare a fondo;–Alcool benzilico: denatura le proteine cellulari interferendo nel loro metabolismo e debella virus e spore di funghi;–Cloro: ottimo germicida in grado di inibire le reazioni enzimatiche cellulari, non è tossico per l’uomo, non lascia residui ed elimina gli odori;–Diclosan/Triclosan: rompe i legami chimici delle molecole dei microrganismi e, come il cloro, non è tossico per l’uomo e non lascia residui.Data l’importanza dell’operazione e la tipologia di prodotti utilizzati, la sanificazione deve essere effettuata da professionisti del settore.Fra.mar garantisce un servizio professionale per la riduzione di contaminanti batterici consentendo di mantenere i livelli di sicurezza nei limiti fissati dalle normative sull’igiene su oggetti e superfici. Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causato dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Pulizie di primavera parte 3: il lavaggio dei divani

Eccoci arrivati all’ultimo (per ora) appuntamento con i nostri consigli per affrontare al meglio le pulizie di primavera fai da te!Dopo aver visto insieme come lavare i tendaggi e lavare i tappeti, è giunto il momento di dedicare la nostra attenzione a quell’elemento di arredo solitamente associato al relax anziché a diverse ore di faccende domestiche: il divano.Comodi, morbidi, a tinta unita o in fantasia: i divani arricchiscono le nostre case, influenzando con la loro forma e tessuto lo stile delle stanze. Prima di addentrarci nei particolari della loro pulizia, è necessario suddividerli in tre categorie: divani sfoderabili, non sfoderabili e in pelle; a ogni tipologia infatti, corrispondono metodi di pulizia differenti.LAVAGGIO FAI DA TE DEI DIVANI SFODERABILISe possedete un divano sfoderabile – solitamente in tessuto come cotone, microfibra, nylon, poliestere – potete iniziare a tirare un sospiro di sollievo: questo tipo di divano è il più facile da pulire! In questo caso infatti, è possibile affidarsi alla lavatrice, nostra fedele compagna delle pulizie domestiche.Dopo aver tolto la fodera da cuscini, braccioli e schienale, controllate le informazioni indicate sull’etichetta del rivestimento: se il tessuto è cotone o misto, è consigliabile un lavaggio delicato, non superiore a 40°. In presenza di macchie, ricordate di pretrattare la parte di tessuto interessata con uno smacchiatore.Il rivestimento va fatto asciugare, evitando di esporlo direttamente alla luce del sole, per evitare la formazione di aloni. Generalmente, dopo l’asciugatura non bisogna ricorrere al ferro da stiro, in quanto il tessuto, se steso correttamente durante l’asciugatura, si adatterà senza grinze una volta rifoderato il divano.Per una pulizia completa, durante il lavaggio e l’asciugatura potete pulire anche la scocca del divano rimasta scoperta, utilizzando l’aspirabriciole per eliminare lo sporco, raggiungendo anche gli angoli più nascosti.LAVAGGIO FAI DA TE DEI DIVANI NON SFODERABILIEscluso l’utilizzo della lavatrice, per i divani non sfoderabili non ci resta che armarci di aspirabriciole, spazzola morbida, spazzola anti-pelucchi (quella utilizzata per gli indumenti è sufficiente) e olio di gomito.L’aspirazione è il primo passaggio: con l’aspirabriciole si rimuove il primo strato di polvere e sporcizia accumulata con il tempo. L’operazione può essere effettuata quotidianamente, ma in questo caso ci aiuta rendendo meno difficoltosi gli step successivi.La spazzola a setole morbide è utile per eliminare la patina grigiastra creata dal deposito dello sporco – che dovrà essere raccolta man mano sempre con l’aspirabriciole – mentre con la spazzola anti-pelucchi è possibile sbarazzarsi di capelli e peli di animali rimasti impigliati nel tessuto. Dopo il trattamento, si passa al lavaggio. Qui potete utilizzare una soluzione liquida preparata secondo i cari e saggi rimedi della nonna: mezzo litro di acqua, un bicchiere di aceto e qualche goccia di olio essenziale profumato. Inumidite un panno pulito nella miscela e utilizzatelo per pulire il tessuto; in questo modo potrete detergere, igienizzare, rivitalizzare il colore e profumare il divano.Potete risparmiare tempo e fatica nel caso in cui abbiate a disposizione un pulitore a vapore, sostituendolo ai passaggi precedenti, ma ricordate che anche prima dell’utilizzo di questo strumento non potete escludere il passaggio dell’aspirabriciole.LAVAGGIO FAI DA TE DEI DIVANI IN PELLEMolto eleganti ma anche molto più delicati, i divani in pelle necessitano di strumenti per la pulizia diversi da quelli visti in precedenza. Per eliminare la polvere basta utilizzare un panno asciutto (possibilmente chiaro per evitare che rilasci colore), per eliminare le macchie provocate da liquidi bisogna appoggiare un panno asciutto per assorbire e per rimuovere l’alone utilizzate una miscela composta da un bicchiere di acqua e un cucchiaio di aceto bianco. Nel caso in cui la macchia sia invece oleosa, per rimuovere l’alone dovrete aggiungere all’acqua un cucchiaio di sapone di Marsiglia liquido.Noi di Fra.mar, esperti nel campo delle pulizie industriali e civili, ci prendiamo cura anche dei vostri divani! Se vi manca il tempo per dedicarvi alla pulizia dell’arredo, o se vi sentite più sicuri ad affidarvi a dei professionisti, contattateci: siamo pronti a rispondere con competenza e serietà a tutte le vostre esigenze.Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causato dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Pulizie di primavera parte 2: il lavaggio dei tappeti

Le pulizie di primavera richiedono tempo e impegno, per questo, dopo aver visto come svolgere il lavaggio di tende e tendaggi fai da te, oggi ci dedichiamo al lavaggio di un altro elemento di mobilio che troppo spesso “sfugge” alle pulizie quotidiane: il tappeto!Che siano utilizzati come componente di design o come oggetto funzionale alla vita domestica, da secoli i tappeti arricchiscono con i loro colori e le loro trame le nostre case. Talvolta la delicatezza del materiale di cui sono composti o, più semplicemente, la taglia ne inibiscono una pulizia frequente.Come abbiamo già visto però, la primavera è il periodo dell’anno perfetto per le pulizie generali, quindi ecco qualche consiglio utile per un lavaggio dei tappeti fai da te.IL LAVAGGIO DEI TAPPETI A MANONel caso di tappeti in fibra sintetica, cotone e spugna, è possibile eliminare il primo strato di polvere utilizzando un battipanni e l’aspirapolvere, che possono essere sostituiti dalla classica scopa in saggina con fibre lunghe almeno 20 centimetri. Importante ricordare che questa operazione deve effettuarsi non solo sul vello ma anche sul retro. In questa fase potete cospargere sulla superficie anche del borotalco: il bicarbonato di sodio è un ottimo alleato per ravvivare i colori.Se avete optato per il lavaggio a mano, in base alla taglia del tappeto, potrete utilizzare una tinozza o la vasca da bagno. Immergete il tappeto dapprima solo in acqua calda per eliminare la sporcizia in eccesso; strizzate il tappeto e sostituite l’acqua. A questo punto potete decidere se affidarvi ai detersivi o a soluzioni naturali: meglio optare per la seconda opzione, che risulta meno invasiva e – da non sottovalutare per un lavaggio casalingo – più facile da risciacquare. Il nostro consiglio è di preparare una miscela con:–2 tazze di bicarbonato–½ tazza di sapone di Marsiglia a scaglie–½ tazza di aceto bianco–2 tazze di acqua calda.Versate il composto nella vasca/tinozza e lasciate agire per 20 minuti, dopodiché strofinate delicatamente sulla superficie del tappeto (aiutandovi anche con un panno o una spugna) e procedete con il risciacquo. La fase dell’asciugatura deve essere naturale, quindi preoccupatevi di stendere all’aperto il vostro tappeto e lasciate agire il calore del sole.IL LAVAGGIO DEI TAPPETI IN LAVATRICEPer problemi di tempo e di spazio, spesso la lavatrice viene in nostro soccorso per aiutarci nel lavaggio di oggetti e tessuti più “laboriosi”. Nel caso dei tappeti però, è utile accertarsi che sull’etichetta sia indicata la possibilità di procedere con questa operazione e, nel caso in cui sia possibile, il lavaggio deve svolgersi a 30° ed è severamente vietato utilizzare la centrifuga. Nel caso in cui procediate spesso con questa operazione, ricordate di controllare periodicamente il filtro dell’elettrodomestico, in quanto potrebbero verificarsi dei rallentamenti nello scarico.IL LAVAGGIO DEI TAPPETI PERSIANIDulcis in fundo, eccoci trovati ad affrontare la tipologia di tappeto senza ombra di dubbio più delicata da trattare. Seppur spesso sostituiti con i “cugini” sintetici che ne ricordano i decori, i tappeti persiani godono di un grande prestigio riconosciuto in tutto il mondo. Qualora dobbiate affrontare il lavaggio di questo prodotto di inestimabile valore, c’è una regola su tutte che dovrete seguire: non utilizzate nessun prodotto detergente, chimico o smacchiatore! Utile evitare anche l’utilizzo di battitappeti, mentre potete affidarvi occasionalmente all’aspirapolvere, rigorosamente alla minima potenza.Se avete a disposizione un giardino o uno spazio aperto abbastanza ampio, potete rimuovere il primo strato di polvere bagnando delicatamente la superficie con una buona dose di acqua. Successivamente, strofinate con un panno – o una spazzola di setole morbide – imbevuto di acqua e aceto bianco, ricordandovi di indirizzare i movimenti seguendo il verso del vello del tappeto. Continuate fino a che non vedrete i colori del tessuto diventare nuovamente vivaci; ultimata questa operazione, potete dedicarvi al risciacquo e all’asciugatura. Quest’ultimo passaggio in particolare deve essere effettuato in maniera naturale, capovolgendo il tappeto cosicché l’acqua rimasta imbevuta possa facilmente scivolare via; lasciate poi agire il calore del sole.Se non volete correre il rischio di rovinare i vostri tappeti o ritenete che l’operazione sia troppo complicata e non avete lo spazio e il tempo da dedicarle, affidatevi a professionisti! Fra.mar si dedica con professionalità alla fornitura e al lavaggio dei tappeti, garantendo un risultato di qualità.Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causato dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Storia dell’aspirapolvere

Tra gli elettrodomestici che affollano la nostra quotidianità, l’aspirapolvere è uno di quelli di cui non possiamo fare a meno. Certo, potrebbe essere sostituita da una scopa qualsiasi, ma per quanto riguarda i risultati in termine di pulito, tra le due non ci sono paragoni.Oggigiorno abbiamo la fortuna di poter scegliere tra diverse tipologie di aspirapolvere e tutte hanno lo scopo di rendere più facile e pratico il lavoro domestico. Da quelle a traino a quelle elettriche, a vapore o automatiche, il mercato continua a progettarne di nuove.Al di là delle migliorie applicate nel corso del tempo però, ogni prodotto condivide da sempre due elementi, ovvero il meccanismo e le origini.Il principio di funzionamento è piuttosto semplice: il motore dell’aspirapolvere mette in azione una ventola che, girando ad alta velocità crea intorno alla bocchetta d’aspirazione una forte depressione; il risucchio provocato permette di aspirare lo sporco che a quel punto finisce nel sacchetto/contenitore di raccolta.Le origini del congegno invece, sono molto più articolate. D’altronde si sa che quando un oggetto risulta avere successo, la lista di pretendenti inventori tende ad allungarsi. Tanti nomi accomunati dalla stessa necessità: dare vita ad uno strumento in grado di garantire il pulito.Gli iniziL’idea all’origine dell’aspirapolvere è da ricercarsi nel contesto storico in cui si sviluppò per la prima volta. Nonostante già nel 1797 Levi Dickenson perfezionò la scopa artigianale della moglie, sostituendo i rami secchi con del sorgo (più resistente e flessibile) dando vita a quella che comunemente oggi conosciamo come saggina, è stata la seconda rivoluzione industriale ad innescare nella popolazione l’idea di pulizia ed igiene. Con la produzione di massa inquinamento e sporcizia erano all’ordine del giorno e nello stesso periodo Louis Pasteur teorizzò che le malattie infettive fossero causate dai germi: una scoperta che smosse i cittadini, dall’Europa agli stati Uniti, alla ricerca di soluzioni più efficienti di scope e stracci.Il processo di pulizia era ancora tedioso e in molti tentarono di progettare dei metodi tecnologicamente più avanzati, cominciando a brevettare le loro invenzioni. Il primo prototipo risale al 1860, quando Daniel Hess sostituì alle setole della scopa una spazzola rotante e un mantice per creare suzione e poter risucchiare la polvere. La sua macchina destò interesse e curiosità da parte non solo dei consumatori ma anche di alti ingegneri, i quali presero in prestito l’idea di Hess e la svilupparono.EvoluzioneNel 1869Ives Mc Gaffey di Chicago brevettò la sua invenzione con il nome WhirlWind– letteralmente vortice di vento; realizzato con legno e tela, il congegno creava l’aspirazione utilizzando una pompa a mano. Lo strumento era stato progettato per pulire i tappeti ma nonostante l’innovazione, la Whirlwind non riscosse successo in quanto considerata ingombrante, costosa e faticosa.Nel 1892 la benzina cominciò ad essere utilizzata per la combustione e qualche anno più tardi, nel 1899,John Thurman di St. Louis decise di utilizzare il combustibile nella sua macchina motorizzata per le pulizie, la quale però non funzionava per suzione ma semplicemente smuoveva la polvere e la spostava all’interno di un contenitore.Dev’essere stato uno strumento simile a dare l’illuminazione a Hubert Cecil Booth nel 1901. L’ingegnere inglese, osservando un apparecchio impiegato per la pulizia dei treni che attraverso un getto d’aria allontanava la polvere e la sporcizia dai vagoni, decise di ribaltarne il principio di funzionamento e ricorrendo alle invenzioni precedenti, creò una scopa motorizzata con spazzole rotanti in grado di aspirare aria non più attraverso una pompa ad azione manuale ma meccanica. L’apparecchio di Booth, chiamato Puffing Billy, si serviva di un contenitore fissato su un carro trainato da cavalli e di lunghi tubi di gomma fatti passare attraverso le finestre degli edifici per pulire tappeti e pavimenti, tra cui anche quelli sontuosi dell’abbazia di Westminster in occasione dell’incoronazione di re Edoardo VII. Nonostante l’approvazione da parte dei reali però, l’aspirapolvere era ingombrante, richiedeva l’impiego di almeno due persone ed era – secondo le testimonianze – più rumoroso di un tuono.Il salto di qualità avvenne nel 1907 quando James Murray Spangler, un portinaio dell’Ohio, pensò che la sua tosse cronica fosse causata dalla polvere delle moquette che doveva pulire tutti i giorni. Cercò così una soluzione al suo problema, trovandosi a brevettare quello che poi sarebbe stato il primo aspirapolvere elettrico portatile, composto dalla federa di un cuscino pinzata ad un manico di scopa per la raccolta della polvere, una spazzola rotante e il motore di un ventilatore. Spangler vendette poi il brevetto al cugino, proprietario della Hoover Harness and Leather Goods Factory, società leader nel settore ancora oggi (tanto che in inglese l’espressione doing the hoovering significa letteralmente “passare l’aspirapolvere”).L’aspirapolvere oggiA causa delle sue dimensioni – e del conseguente prezzo elevato – per molti anni l’aspirapolvere rimase un bene di lusso, destinato soprattutto alle operazioni di pulizia di grandi spazi, dagli alberghi agli uffici nei grandi palazzi.Hoover continuò ad apportare delle modifiche ai suoi modelli per poter espandere la fetta di mercato di riferimento e così, nel 1952 brevettò la Constellation: una piccola sfera dal design futuristico senza rotelle, progettata per essere posizionata al centro della stanza e permettere al fruitore di lavorarci intorno grazie al tubo aspirante collegato alla base. La Constellation oltre che avere una forma molto riconoscibile era anche piccola e facile da utilizzare, per questo particolarmente adatta al consumismo di massa sviluppatosi proprio in quegli anni: l’aspirapolvere stava facendo il suo ingresso nelle case non solo di città ma anche di periferia. Nel 1963 infine David Oreck riuscì a perfezionare il modello classico di aspirapolvere, rendendolo più leggero e maneggevole garantendone la potenza: era nata la moderna scopa elettrica.In poco più di cento anni, l’aspirapolvere ha saputo innovarsi con costanza rispondendo alle esigenze dei consumatori. Tanti modelli per diversi utilizzi rendono l’elettrodomestico non solo versatile ma anche indispensabile per la pulizia. Noi di Fra.mar lo sappiamo bene e per questo tra gli strumenti che utilizziamo figurano aspirapolvere di tutte le dimensioni per poter pulire ogni tipo di superficie e di spazio.

Guida per la derattizzazione fai da te

Parlando di disavventure domestiche, la lista dei problemi casalinghi sembra non finire mai. Tra un elettrodomestico non funzionante e il rubinetto che non smette di perdere gocce, un grande grattacapo si presenta quando arrivano tra le nostre mura degli ospiti indesiderati: i topi!Non importa quanto tempo dedichiate alla pulizia della vostra abitazione, i roditori sono ormai in grado di adattarsi ad ogni ambiente e (purtroppo) si riproducono velocemente. Privilegiano soffitte, sottotetti, garage, cantine ed ogni spazio che sia caldo ed umido, nutrendosi di avanzi di cibo trovati in giro per casa o vicino alla spazzatura e alle cucce e ciotole dei nostri amici animali.Se anche a voi è capitato di ricevere questa spiacevole visita – o se volete essere preparati nel caso possa succedere in futuro – ecco una semplice guida in cui vi illustriamo come effettuare un’efficace derattizzazione fai da te.1 – Individuare gli invasoriProbabilmente l’interesse per la derattizzazione vi è sopraggiunto proprio perché in casa avete trovato delle tracce che lasciano presagire la presenza di topi. Rosicchiamenti di contenitori, mobilio e fili elettrici ma anche tracce di grasso lungo i muri ed escrementi maleodoranti rappresentano un segnale d’allarme. Bisogna allora aguzzare la vista per scovare le tane, ispezionando per bene tutti gli angoli della casa, dietro e dentro i mobili e controllare se ci siano dei punti d’accesso insoliti, come buchi nei muri o passaggi lasciati incustoditi.È indispensabile quindi serrare eventuali entrate e chiudere ermeticamente i recipienti di cibo così che non possano attirare i topi; ricordate di chiudere il bidone della spazzatura con un coperchio rigido e se possibile tenetela lontana da casa.2 – Sanificare l’ambienteDopo aver reso inaccessibili i passaggi sfruttati dai topi, per una derattizzazione efficace è indispensabile eseguire una sanificazione degli spazi con degli specifici prodotti igienizzanti. Si consiglia di pulire a fondo ogni superficie della casa per esempio con detergenti al cloro o con la candeggina riscaldata, che permette la neutralizzazione di virus, batteri e parassiti.Non dimenticate l’uso di guanti per evitare di entrare in contatto diretto con le secrezioni dei roditori.3 – Catturare topi e rattiAvete messo a riparo l’abitazione chiudendo tutti i passaggi, avete igienizzato al millimetro ogni zona della casa ma l’ospite indesiderato non vuole saperne di andarsene? È arrivato il momento di utilizzare le maniere forti! Sul mercato esistono numerose attrezzature che permettono una derattizzazione efficace e sicura, a seconda delle proprie esigenze.Ci sono le classiche trappole per topi– quelle utilizzate in Tom & Jerry per intendersi – o le gabbiette che attraverso l’utilizzo di un’esca intrappolano il topo senza lasciargli via di scampo (esistono anche quelle elettriche che applicano una scossa all’animale chiuso al loro interno); da considerare anche l’utilizzo di trappole collanti, utili anche per eliminare anche scarafaggi o altri insetti sgraditi.C’è inoltre la possibilità di utilizzare del veleno per topi, sconsigliata però nel caso in cui fossero presenti altri animali domestici in casa.4 – Tenere a distanza topi e rattiLa derattizzazione fai da te è riuscita ma il pericolo di un ritorno del problema è dietro l’angolo! Per evitare di nuovo situazioni sgradevoli, ci sono alcuni strumenti ed accorgimenti utili che potrete considerare come precauzione.Oltre ad avere un occhio di riguardo nel chiudere e sigillare per bene contenitori di cibo e tenere igienizzata la casa, tra i rimedi naturali c’è l’aroma della menta piperita: la sua intensità è poco gradita ai roditori e per questo motivo bastano dei batuffoli di cotone imbevuti posizionati nelle zone da cui è più probabile che entrino i topi per tenerli alla larga.Se invece volete assicurarvi nel lungo periodo, la soluzione giusta potrebbe essere quella dello scacciatopi ultrasuoni, in grado di generare un suono fastidioso per l’udito sviluppato dei roditori ma che non disturba quello di altri animali.Aggiungiamo due consigli semplici in conclusione: a differenza di quanto si crede, i topi non sono attirati dal formaggio bensì da dolci e insaccati. Molto più veritiera è invece l’eterna lotta tra gatti e topi ma se volete risvegliare l’istinto da predatore del vostro felino, meglio dargli un solo pasto al giorno.Cosa fare quando i topi e i ratti da allontanare sono più di uno?Offriamo un servizio specifico di bonifica dell’area garantendo non solo la sicurezza ma anche un basso impatto ambientale. Per maggiori informazioni visita il nostro sito o contattaci, saremo lieti di aiutarvi!Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causato dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

Pulizie di primavera parte 1: il lavaggio di tende e tendaggi

La primavera è ufficialmente iniziata! Il cambio di stagione porta con sé il primo caldo e la voglia di trascorrere intere giornate all’aperto, ma, dopo il torpore invernale, è arrivato anche il momento di affrontare le tanto temute pulizie generali!È proprio in questo periodo infatti che, approfittando del sole, si dedica particolare attenzione a quegli elementi di arredo che, per il tempo e la cura richieste, non rientrano nella pulizia quotidiana.Tende e i tendaggi rientrano a pieno titolo in questa categoria e seppur il loro lavaggio – a mano o in lavatrice – possa risultare difficoltoso, è consigliabile effettuarlo almeno 2 volte all’anno in quanto il tessuto, assorbendo polvere e odori (come per esempio quello del fumo di sigaretta o quelli dei vapori della cottura in cucina), si deteriorerebbe più facilmente.Se decidi di intraprendere l’avventura del lavaggio fai da te di tende e tendaggi, ecco qualche consiglio utile per affrontare al meglio l’impresa! Rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci all’opera.IL PRELAVAGGIO: UNA FASE FONDAMENTALEPrima di smontare le tende, passa sulla superficie un aspirabriciole alla minima potenza per eliminare la polvere in eccesso; se non possiedi l’elettrodomestico (un normale aspirapolvere potrebbe essere troppo “aggressivo”) o se il tessuto è particolarmente lavorato o delicato, togli le tende dai ganci e scuotile all’aperto.Terminata questa operazione, ispeziona ogni zona del tendaggio per individuare eventuali macchie che dovranno essere pretrattate. Il sapone di Marsiglia, utilizzato a secco, è meno invasivo rispetto agli smacchiatori chimici, ma ricorda di non strofinare la superficie macchiata, ma di tamponarla: il rischio è quello di allargare la chiazza facendola penetrare più a fondo nel tessuto.Prima di passare allo step successivo è bene ricordare che le condizioni atmosferiche possono essere un grande alleato per rendere meno complicato il lavaggio delle tende. Se possibile, organizza il lavaggio durante una giornata ventilata e nuvolosa, in quanto il vento riduce l’umidità che rallenterebbe l’asciugatura e il sole potrebbe scolorire le tinte accese e ingiallire i tessuti bianchi.IL LAVAGGIO DELLE TENDE A MANORiempi un recipiente– o un lavabo o la vasca da bagno a seconda delle dimensioni delle tende – con acqua fredda e metti in ammollo i tendaggi per 15 minuti. L’acqua diventerà giallognola ed è per questo che il preammollo è fondamentale per la fase successiva, in quanto elimina lo sporco in eccesso, rendendo il lavaggio più efficace. Ripeti il lavoro cambiando acqua per 1 o 2 volte, fino a che questa non risulti sufficientemente pulita.Dopo questa operazione sarà possibile aggiungere all’acqua pulita il detersivo: i detergenti consigliati sono quelli per tessuti delicati ma, se preferisci, puoi utilizzare una miscela ricavata da scaglie di sapone di Marsiglia diluite in acqua con l’aggiunta di un bicchiere di aceto di vino bianco, utile per igienizzare la stoffa. È altamente sconsigliato l’utilizzo della candeggina per i tendaggi bianchi, in quanto l’azione sbiancante è solo temporanea e velocizza il processo di ingiallimento.Una volta terminato l’ammollo potrai procedere con il risciacquo, da ripetere più volte fino a quando non ci saranno più residui di schiuma.LAVAGGIO IN LAVATRICENel caso in cui si decida di procedere con il lavaggio in lavatrice, esistono alcuni accorgimenti utili da seguire.I modelli più recenti di lavatrici prevedono il programma per il lavaggio delle tende ma, per quelle sprovviste, assicurati di effettuare un lavaggio non superiore ai 30° e procedi con più cicli a mezzo carico, in modo da non “stressare” il tessuto e concludi con una centrifuga leggera (400-450 giri).L’ASCIUGATURA DOPO IL LAVAGGIOSe hai centrifugato i tessuti, l’ideale è appendere le tende quando sono ancora umide; in questo modo, il peso della stoffa rivolto verso il basso, eviterà la formazione di grinze risparmiandoti dall’utilizzo del ferro da stiro.Nel caso in cui i tendaggi siano molto bagnati, è necessario stenderli – meglio preferire l’asciugatura all’aperto perché più veloce. Disporre le tende per verticale è importante, ma se hai a disposizione solo uno stendino da interni, piega una tenda alla volta per un’asciugatura approssimativa e, quando è ancora umida, appendila o procedi alla stiratura. In questo secondo caso, ricorda di non utilizzare il getto a vapore del ferro e di mettere tra la piastra e il tessuto il panno da stiro protettivo, utile per evitare l’effetto lucido.Non hai il tempo e lo spazio per procedere al lavaggio delle tende? Hai il timore di non riuscire a seguire correttamente i nostri consigli, rovinando i tuoi tendaggi? Chiama Framar! Grazie alla nostra manodopera qualificata, offriamo servizi di smontaggio, lavaggio e stiratura tende con relativo rimontaggio.Decliniamo ogni responsabilità in caso di danni agli oggetti causato dall’utilizzo di materiali e strumenti indicati nell’articolo.

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