Breve storia della lavatrice

Torna l’appuntamento nella storia degli elettrodomestici, che aveva visto come protagonista del primo episodio la cara amica aspirapolvere. In questo secondo capitolo, i nostri riflettori del pulito sono puntati su un altro strumento immancabile nelle nostre case: la lavatrice!

Quando è nata? Chi l’ha progettata? Quali sono stati i motivi del suo successo? Scopriamolo insieme!

LE ORIGINI

Il lavaggio degli indumenti – e dei tessuti in generale – è considerato sin dal passato una delle attività che assorbivano grande quantità di tempo e di energia, soprattutto delle donne. Per questo motivo, i primi prototipi di quello che sarebbe diventato negli anni uno degli elettrodomestici più conosciuti e apprezzati al mondo, si rifacevano al processo manuale dello sfregamento, il cui funzionamento veniva meccanizzato.

Per questo motivo, il primo modello comparso nel 1767 per mano del teologo tedesco Jacob ChristianSchäffern era stato concepito come macchina per “sfregare” i panni, proprio come il movimento fin lì utilizzato per lavare il bucato. Non è difficile però immaginare come questo procedimento danneggiasse i tessuti, usurandoli.

I PRIMI MODELLI

La prima vera rivoluzione si verificò quando venne adottato “l’agitatore”, ovvero uno strumento che, azionato manualmente tramite una manovella esterna, letteralmente sbatteva i panni all’interno di una bacinella di acqua, forzando così la soluzione detergente attraverso i tessuti.

L’inventore di questa macchina, che divenne la lavatrice più somigliante a quelle che conosciamo oggi, fu l’inglese Thomas Bradford il quale costruì un cestello ottagonale in legno inserito in una scatola più grande (sempre in legno) riempita di acqua saponata.

Numerosi storici però attribuiscono la paternità della lavabiancheria allo statunitense William Blackstone che, nel 1874, mise in commercio il suo modello  – il quale, rispetto a quello di Bradford, disponeva di un asse dotato di pioli per muovere i panni – divenendo così il primo produttore mondiale di lavatrici.

I passaggi successivi furono, nei primi anni del Novecento, quello di sostituire il legno con il metallo nella struttura e, soprattutto, la sostituzione dell’attivazione manuale con un motore elettrico, modifica apportata da Ava Fisher nel 1906.

LA LAVATRICE IN ITALIA

In Italia, la lavatrice si è diffusa nel secondo Dopoguerra, più precisamente a partire dal 1946, anno in cui le donne hanno avuto diritto al voto. Questa corrispondenza è molto più di una semplice curiosità o coincidenza, in quanto la lavatrice – più di ogni altro elettrodomestico – ha contribuito all’affermazione delle donne nella società e alla loro emancipazione.

I modelli dell’epoca avevano una struttura verticale, con i panni che venivano inseriti dall’alto, mentre i modelli con l’”oblò” arriveranno qualche anno più tardi. La lavabiancheria divenne il prodotto di punta di numerose industrie divenute poi marchi storici del settore, come Candy, Rex e Indesit.

ATTENZIONE ALL’AMBIENTE

Da diverso tempo, il sistema di lavaggio attivato dalle lavatrici pone particolare attenzione al tema dell’ambiente, riducendo il consumo di energia e ampliando la capacità di carico, raggiungendo i 10 chili di bucato.

Proprio in relazione al risparmio energetico, a partire dal 1999 è stata introdotta la classificazione delle lavatrici sulla base dell’efficienza energetica; le classi sono contraddistinte da delle lettere, dove la A corrisponde alla valutazione migliore.

Negli ultimi anni, i progressi in campo tecnologico hanno permesso di ridurre ulteriormente i consumi, portando all’introduzione di nuove classi: A+, A++, A+++, dove ciascun “+” indica una riduzione del 10% del consumo rispetto alla classe energetica di riferimento.

 

La nascita e l’evoluzione di macchinari e strumenti innovativi portano con sé sempre grandi rivoluzioni nel settore delle pulizie, noi di Fra.mar lo sappiamo bene!

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